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Kombat festival 2004
  Ultima modifica: Friday, 30 July, 2004 12:43  
   
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Nata in Francia alla fine del 18° Secolo nei bassifondi parigini, la Savate rappresentava all'epoca il metodo di combattimento con il quale la malavita locale regolava i propri conti. Il nome indicava l'accezione volgare dell'arte di tirare i calci. Era praticata per imparare i rudimenti della difesa personale, o per fare delle esibizioni in pubblico o per regolare i duelli: questa pratica molto in voga in quel periodo, prevedeva che gli sfidanti si mettessero d'accordo sulle modalità del duello (che poteva ammettere tutti i colpi o solo i calci e i pugni, secondo le scelte dei due) e sul termine del combattimento, che poteva avvenire "al primo sangue" (fino al ferimento di uno dei contendenti) o "all'ultimo sangue" (fino alla morte di uno dei due). La Savate di quell'epoca prevedeva l'uso dei calci solo in linea bassa. Fu Baptiste, un celebre maestro, vecchio ballerino dell'Opera, ad inserire anche i calci alti, insegnandoli al Duca di Berry. Ma nonostante anche la nobiltà cominciasse ad interessarsene, questa pratica rimase confinata per molto tempo nelle classi inferiori. Grazie a Michel Casseux, detto Pisseux, la Savate viene istituzionalizzata con l'apertura di una sala, frequentata per lo più da operai e fannulloni. Vengono insegnate due tipi di Savate: quella Classica e quella Romantica. La prima impiega solo pochi colpi: i calci sono bassi e non vanno al di sopra del ginocchio e le mani rimangono aperte e mira soprattutto all'autodifesa. La seconda utilizzava gli stessi colpi, ma portandoli a tutti i livelli: basso, medio e alto, e con un puro spirito ludico. Nel 1829 nacque il termine "Chausson" che identificava appunto la Savate Romantica, e che non indicava il combattimento da strada come per il termine Savate, anzi individuava una pratica sicuramente più nobile. La parola Chausson derivava dal fatto che in questo stile si usava una scarpetta piatta di feltro o di panno, senza tallone e a suola liscia, molto simile a quella della danza. Lo scopo di quest'inserimento è da ricercarsi nella volontà di affrancare la Savate dalla pratica da strada e divulgarla finanche nei palazzi dei nobili dandole una connotazione più aristocratica. Con la Chausson si compie il primo passo verso la Boxe - Francese di Charlemont (il Maestro che per primo codifico l'uso delle braccia e delle gambe secondo la tradizione inglese e francese).
Grazie a queste innovazioni la Savate fece il salto di qualità diffondendosi in varie sale di Parigi e dintorni.
Tale disciplina fu molto sviluppata anche in Provenza e principalmente a Marsiglia, dove erano molto diffuse, soprattutto durante le feste, delle esibizioni in cui ci si colpiva con la punta della scarpa dalla cintura in su, escludendo le braccia e il collo.
Si narra che proprio a Marsiglia alcuni francesi di ritorno dalla prigionia in Inghilterra, dove avevano fatto degli "Assalti" (combattimenti alla "touche") contro degli inglesi, ampliarono il loro bagaglio tecnico inserendo anche l'uso delle mani, che però dovevano essere aperte, contro il petto ed eccezionalmente contro il viso.
Ragione principale per cui queste discipline incontrarono il favore del pubblico fu il clima di paura che regnava nel 19° Secolo, e quindi la necessità di sapersi difendere, ben presto vari aristocratici e borghesi decisero di dedicarsi a questa pratica. Il Maestro Pisseux fu l'insegnante di molti di essi, tra cui il Duca d'Orleans e Lord Seymur.
Numerose erano all'epoca le occasioni per poter assistere ad esibizioni di Savate e Chausson. Moltissime erano le sale dove si poteva imparare oltre che queste due discipline, anche la scherma e l'uso del bastone o della canna.
Importantissimo è dunque l'aspetto ludico che ricopre la Chausson, facendo perdere, inoltre, alla Savate quell'aspetto marziale che per molto tempo l'aveva distinta.
La Boxe - Francese nacque da una felice intuizione di Charles Lecour, Maestro di Alexandre Dumas padre, che dopo essere stato sconfitto in un assalto di Savate contro un pugile, decide di unire i due metodi di combattimento: Boxe Inglese e Savate. In seguito numerose furono le dimostrazioni di questa nuova disciplina, pubblicizzate fortemente dalla stampa dell'epoca e quasi tutte le palestre dedicavano uno spazio, più o meno importante, alla Boxe Francese.
Nel 1850 esistevano già due concezioni di Boxe - Francese differenti: una più attenta allo stile e all'eleganza dei movimenti, nella quale gli Assalti sono delle dimostrazioni con colpi controllati, un'altra in cui predomina la forza. Ciascuno dei due modelli funzionava dal punto di vista dello spettacolo, ma alla lunga prevalse il primo.
Paradossalmente però, proprio l'aspetto spettacolare portò la Boxe Francese ad un declino, infatti, si tendeva spesso a trascurare che doveva essere una disciplina da combattimento e non solo una pratica edulcorata della disciplina originale.
Verso il 1870 fu Joseph Charlemont che, codificandone le regole, riportò la Boxe - Francese all'apice della popolarità. Epica fu la sfida interstile di suo figlio Charles, nel 1899 a Parigi contro il campione inglese di pugilato Jerry Driscoll, che voleva confermare la superiorità della sua specialità, il quale, nonostante si fosse allenato duramente per contrastare i colpi di piede del francese, si dovette piegare proprio a causa di un calcio puntato all'addome sferrato dal campione locale.
All'alba del XX Secolo la Savate ritrova il suo antico splendore. Nel 1900 si disputarono i primi Campionati Mondiali Dilettanti, il termine mondiale fu un po' abusato poiché oltre a qualche belga e qualche svizzero, presero parte a questa manifestazione solo francesi.
Nel 1903 ci fu il gran rifiuto da parte di C. Charlemont di aderire alla federazione francese di Boxe che voleva unire sotto un unica sigla entrambe le specialità: quella Inglese e quella Francese. Infatti, se la disciplina francese cedette il passo al Pugilato, è perché alla dimensione nazionale e amatoriale della Savate era contrapposta quella internazionale e professionistica della Boxe, attorno alla quale non indifferente era il giro d'affari già prima del 1914.
Nel 1924 la Boxe Francese partecipò alle Olimpiadi di Parigi come Sport dimostrativo, ma il guadagno d'immagine che ne ricavò, a causa del difficile periodo (quello fra le due guerre) e l'interesse da parte del pubblico verso i combattimenti professionistici, non fu dei più rilevanti. La causa di quest'insuccesso deve essere ricercata anche nel fatto che, a quel tempo, si ricercava più una pratica interiore, quando poi già in tutto il mondo si conosceva la Boxe, inoltre, inseguendo il miraggio di essere riconosciuti come Sport Olimpico, si decise di mettere da parte l'idea del professionismo.
Nel 1937 si disputa l'ultima edizione dei Campionati di Francia prima dell'interruzione a causa della seconda guerra mondiale.
Nel 1965 la Savate viene incorporata all'interno della federazione francese di Judo. Nel 1973 vengono gettate le basi di un rilancio della Boxe Francese Savate redigendo i nuovi regolamenti tecnici ed arbitrali. Nel 1976, dopo varie vicissitudini federali si arriva finalmente alla costituzione della Federazione Francese di Boxe Francese Savate e Discipline Associate (FFBFSDA).
Oggi seppur sia differente da quella del Secolo scorso, (infatti, nella vecchia Savate erano ammesse anche le proiezioni, le leve, i bloccaggi, l'uso del bastone e della canna, attualmente si combatte con i guantoni, la classica divisa chiamata Accademica e le tipiche scarpette) la B.F. - Savate mantiene ancora il suo fascino. Purtroppo però, a causa soprattutto di problemi federali che vedremo più avanti, il numero di praticanti, principalmente di agonisti professionisti, è in diminuzione a tutto vantaggio di altre discipline da ring.




 

 

 

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